Più Bersani s’accanisce, più è chiaro che vincerà Renzi

La madre costituente Doris Lo Moro (bersaniana doc, riportano le agenzie) ha deciso di non partecipare più al tavolo di discussione col governo sulla riforma del Senato. “Siamo su un binario morto”, ha dichiarato. Ma sul binario morto, e non da oggi, c’è Bersani con i suoi nominati. L’accanimento con cui il plurisconfitto ex segretario del Pd combatte contro il suo partito e contro il suo governo è infatti l’alleato più prezioso di Renzi, perché dimostra con limpida chiarezza la differenza che corre fra una battaglia politica dura e nobile e una miserabile resa dei conti.

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L’Uomo che cade

72“Probabilmente l’immagine più impressionante della disperazione all’inizio del ventunesimo secolo non va cercata nell’arte o nella letteratura, e neppure nella musica pop. Va cercata in una singola fotografia”. Così un teologo anglicano, Mark D. Thompson, ha commentato The Falling Man, una delle fotografie più famose, discusse e criticate fra quelle scattate l’11 settembre 2001 a New York – e di gran lunga la più significativa, la più emblematica.

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La mia libertà e quella di CasaPound

La festa nazionale di CasaPound – i “fascisti del terzo millennio” – non si terrà a Milano ma in un impianto sportivo della provincia, a Castano Primo. Le proteste dell’Anpi e di altre associazioni hanno dunque avuto successo, e la capitale morale d’Italia può tirare un sospiro di sollievo: occhio non vede, cuore non duole.

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Senato, Renzi realizza finalmente il programma dell’Ulivo

Il 6 dicembre 1995 furono presentate pubblicamente le “Tesi per la definizione della piattaforma programmatica de L’Ulivo”, cioè il programma elettorale della coalizione guidata da Romano Prodi che sfidò con successo il Polo per le Libertà alle elezioni politiche del 21 aprile 1996. La Tesi n° 4, intitolata “Una Camera delle Regioni” e ricordata ieri sera da Matteo Renzi all’assemblea dei senatori del Pd, così recita testualmente:

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Bersani e il crollo dell’Ancien régime

“Non si può chiamare alla disciplina di partito davanti alla Costituzione. Non si è mai fatto in nessun partito”, tuona Pierluigi Bersani. Com’è noto, la minoranza della minoranza del Pd non ha mai votato alcunché per “disciplina di partito”: qualsiasi provvedimento, purché deciso dalla maggioranza, merita di essere bocciato. Per costoro non ci sono regole, né principi, né responsabilità: se il Pd decide una cosa, Bersani e i suoi feddayin si oppongono.

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Il leader della sinistra italiana

Nel calendario della Prima repubblica, il comizio di chiusura della Festa nazionale dell’Unità segnava la riapertura della stagione politica (a seguire, la Dc punteggiava di convegni di corrente il mese di settembre). Oggi non è più così, e il circo politico-mediatico resta aperto praticamente tutto l’anno: e tuttavia il discorso pronunciato domenica da Matteo Renzi a Milano può a buon diritto considerarsi un voltapagina.

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