Azzollini, una vittoria dello Stato di diritto

La privazione della libertà personale è sempre una misura estrema, cui ricorrere soltanto quando strettamente necessario. La carcerazione preventiva – cioè privare della libertà un innocente oggetto di indagine – è una scelta ancora più grave. Ma arrestare preventivamente un deputato è tre volte grave, perché così si colpisce, oltre al singolo, anche il Parlamento – cioè il Sovrano –, la cui composizione viene modificata da un potere esterno. Salvare Antonio Azzollini dall’arbitrio di una Procura è stato dunque un atto meditato, esemplare e costituzionalmente doveroso.

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La malinconica bugia di Romano Prodi

“C’erano delle voci ma, come dissi al giudice, non ne sapevo nulla. Se avessi saputo qualcosa, sarei ancora presidente del Consiglio”. Così Romano Prodi commenta la condanna di Silvio Berlusconi a tre anni per aver comprato il senatore dell’Italia dei Valori Sergio De Gregorio. La sentenza del Tribunale di Napoli non merita neppure di essere discussa: l’inconsistenza dell’accusa – per dire: dall’inizio di questa legislatura in poco più di due anni 106 deputati e 107 senatori hanno cambiato gruppo, come del resto consente loro l’articolo 67 della Costituzione – e l’imminente prescrizione del reato rendono ridicola anche questa ennesima avventura dei Pm militanti.

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