La bufala dell’Espresso e la castina dei giornalisti

L’intercettazione che ha terremotato la Regione Sicilia e l’intero panorama politico nazionale non esiste. Le Procure di Palermo, Caltanisetta, Messina e Catania hanno categoricamente smentito l’autenticità del testo pubblicato dall’Espresso, che dunque si configura come un’invenzione dall’intento chiaramente diffamatorio. Le dimissioni di Luigi Vicinanza sono obbligate e doverose, insieme con le scuse pubbliche e, probabilmente, un sostanzioso assegno a Rosario Crocetta da parte dell’editore.

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Le parole di Berlusconi (e quelle di Renzi)

L’argomento principale che i compagni del Partito delle Tasse adducono per sbeffeggiare e contrastare il poderoso piano di riduzione della pressione fiscale apprestato da Matteo Renzi è semantico: il premier è colpevole di aver usato le stesse parole di Berlusconi. Non soltanto perché, appunto, ha detto di voler abbassare le tasse. Ma perché, addirittura, ha annunciato un “patto con gli italiani”: e i cani di Pavlov del PdT hanno subito pensato al contratto siglato dal Cavaliere nel salotto di Porta a porta.

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Renzi e la maggioranza silenziosa

La battaglia sulla scuola – la più dura che Matteo Renzi abbia finora dovuto sostenere, e che appare tutt’altro che conclusa – segna un punto di svolta. Lasciamo per un attimo da parte il merito della riforma per riflettere sugli effetti che ha prodotto nella percezione che l’opinione pubblica ha di Renzi. E per analizzare il senso e le conseguenze della frattura che si è verificata.

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