Prima di tutto la libertà

Il 4 luglio 1776, a Filadelfia, i trentatré delegati del secondo Congresso continentale degli Stati Uniti d’America approvarono all’unanimità la Dichiarazione d’indipendenza dall’Inghilterra. Thomas Jefferson, che aveva allora 33 anni, ne è l’autore principale.

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L’America e la nostra libertà

Per avere almeno un’idea dello sbarco in Normandia bisogna andare in Normandia: bisogna passeggiare lungo le grandi spiagge chiare carezzate dall’oceano, bisogna voltarsi a guardare i bunker tedeschi inscheletriti dal tempo e dalla salsedine, bisogna alzare lo sguardo all’orizzonte e immaginare quanto possa essere lontana l’America, e poi bisogna andare in uno dei tanti, immensi cimiteri e leggere le date di nascita dei morti: 1924, 1925, persino 1926… Non avevano neppure compiuto vent’anni, i 4400 ragazzi arrivati dallEast Coast e dal Midwest e dalla California e da ogni angolo della provincia americana per morire ammazzati il 6 giugno 1944. Ad agosto, conclusa definitivamente l’operazione, si conteranno fra gli Alleati 53.700 morti, 19.200 dispersi, 153.500 feriti. L’America ha dato il sangue per la libertà del nostro continente.

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L’Uomo che cade

72“Probabilmente l’immagine più impressionante della disperazione all’inizio del ventunesimo secolo non va cercata nell’arte o nella letteratura, e neppure nella musica pop. Va cercata in una singola fotografia”. Così un teologo anglicano, Mark D. Thompson, ha commentato The Falling Man, una delle fotografie più famose, discusse e criticate fra quelle scattate l’11 settembre 2001 a New York – e di gran lunga la più significativa, la più emblematica.

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