L’America e la nostra libertà

Per avere almeno un’idea dello sbarco in Normandia bisogna andare in Normandia: bisogna passeggiare lungo le grandi spiagge chiare carezzate dall’oceano, bisogna voltarsi a guardare i bunker tedeschi inscheletriti dal tempo e dalla salsedine, bisogna alzare lo sguardo all’orizzonte e immaginare quanto possa essere lontana l’America, e poi bisogna andare in uno dei tanti, immensi cimiteri e leggere le date di nascita dei morti: 1924, 1925, persino 1926… Non avevano neppure compiuto vent’anni, i 4400 ragazzi arrivati dallEast Coast e dal Midwest e dalla California e da ogni angolo della provincia americana per morire ammazzati il 6 giugno 1944. Ad agosto, conclusa definitivamente l’operazione, si conteranno fra gli Alleati 53.700 morti, 19.200 dispersi, 153.500 feriti. L’America ha dato il sangue per la libertà del nostro continente.

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Ricomincio dall’Unità

LUnità_12_2_1924Dopo una breve pausa di 19 anni, torno da domani a scrivere sull’Unità, il giornale dove ho cominciato, da praticante, quand’era ancora l’organo del Pci. Beh, di cose ne sono successe parecchie: e altre, grazie al cielo, ne succederanno. Sono molto contento, e volevo condividere con voi questa bella notizia. La sinistra ha ritrovato la sua strada, e sono felice di essere di nuovo a casa.

Perché Renzi ha già vinto la battaglia del Senato

La battaglia sulla riforma del Senato non è la madre di tutte le battaglie: è, semplicemente, l’ennesima bolla che il sistema politico-mediatico mette in scena con desolante regolarità ogni volta che Matteo Renzi s’appresta a realizzare un punto a piacere del suo programma. E il motivo principale per cui il premier porta a casa ogni volta il risultato che si era prefisso sta precisamente qui: nell’inconsistenza politica dei suoi oppositori, privi di visione e di strategia e prigionieri del piccolo cabotaggio dispettoso; e nel collasso di un sistema informativo drogato di spettacolarizzazione e oramai strutturalmente incapace di comprendere ciò che accade.

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La compagna Finocchiaro e l’onore perduto del Pci

“Io credo – ha spiegato Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali di palazzo Madama – che sia necessario portare a compimento, in tempi certi e rapidi, dopo la prima lettura della Camera e del Senato e dopo 30 anni di discussioni, il percorso della riforma costituzionale. Resto convinta che ci siano le condizioni politiche e tecniche, anche sulla scorta del regolamento, per arrivare ad un testo ampiamente condiviso nel mio partito e nell’aula del Senato”. Non si potrebbe dire meglio.

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Più Bersani s’accanisce, più è chiaro che vincerà Renzi

La madre costituente Doris Lo Moro (bersaniana doc, riportano le agenzie) ha deciso di non partecipare più al tavolo di discussione col governo sulla riforma del Senato. “Siamo su un binario morto”, ha dichiarato. Ma sul binario morto, e non da oggi, c’è Bersani con i suoi nominati. L’accanimento con cui il plurisconfitto ex segretario del Pd combatte contro il suo partito e contro il suo governo è infatti l’alleato più prezioso di Renzi, perché dimostra con limpida chiarezza la differenza che corre fra una battaglia politica dura e nobile e una miserabile resa dei conti.

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