Chi sono i finanziatori di Emergency?

Emergency pubblica ogni anno il suo bilancio, regolarmente certificato da un revisore indipendente. Il bilancio contiene un elenco dettagliatissimo e meritevole di tutte le spese sostenute, progetto per progetto e ospedale per ospedale, insieme alla pianta organica del personale impiegato e ai risultati raggiunti (visite, ricoveri, interventi e così via). Ne esce un quadro impressionante della quantità e della qualità dell’intervento benefico di Emergency in Africa, in Asia, in Italia.

Se però si passa alla parte che riguarda le entrate, una fastidiosa nebbiolina si fa sempre più fitta via via che si procede nella lettura.

Un quarto delle entrate arriva dal 5 per mille: 10.360.132 euro, pari al 26,6% del totale. La flessione rispetto all’anno precedente è notevole: nel 2013 erano arrivati dai contribuenti 11.023.415 euro, pari al 35,3% del totale delle entrate.

Altri 2.313.524 euro arrivano dalle attività commerciali (negozi e online). Seguono gli incassi delle varie iniziative di raccolta fondi, indicati meticolosamente: 150.770 euro per “la vendita degli articoli proposti nel sito dedicato al Natale”, 24.151 euro “grazie all’operazione Club Membership Rewards” di American Express, 28.022 euro da Carpi Tecnica, “azienda del settore termoidraulico”, 100.152 euro da Nordiconad, “attiva da anni con un programma di raccolta punti”, 15.750 euro dalle quote associative, e così via: ma si tratta di spiccioli.

Il grosso dell’autofinanziamento arriva da altre fonti: ma non sappiamo esattamente da chi. Per esempio, 7.901.467 euro sono frutto “delle sole donazioni di privati cittadini”: ma non se ne fornisce alcun elenco. Altri 2.903.347 euro vengono da “lasciti e donazioni in natura”: da parte di chi? Le aziende (quali?) contribuiscono per 1.362.032 euro. Quasi 6 milioni di euro arrivano dall’estero – sia da privati, sia da persone giuridiche – senza ulteriori specificazioni. E ben 5.357.950 euro entrano nelle casse di Emergency da non meglio identificate “autorità pubbliche estere”.

Non so se un governo rientra nella categoria di “autorità pubblica”, ma certo sarebbe interessante sapere quali organismi, e di quali paesi, aiutano Strada. Emergency rifiuta orgogliosamente il finanziamento dello Stato italiano: sarebbe interessante sapere se invece accetta il finanziamento, diretto o indiretto, di altri governi, e di quali, così da comprendere meglio, nel caso, le scelte di politica estera di Gino Strada.

Così come sarebbe utile, per il prestigio e il buon nome dell’organizzazione, conoscere i nomi delle multinazionali (se ce ne sono) e in generale delle aziende che finanziano Emergency, per esempio per essere certi che, quando Strada attacca violentemente la Lorenzin sul taglio delle analisi, non è influenzato da qualche suo sponsor privato.

E neppure sarebbe inopportuno sapere chi sono i benefattori che, fra donazioni e lasciti, hanno versato l’anno scorso nelle casse di Emergency quasi 11 milioni di euro: la trasparenza, sebbene non prescritta dalla legge, dovrebbe essere per la famiglia Strada una priorità irrinunciabile.

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