Più Bersani s’accanisce, più è chiaro che vincerà Renzi

La madre costituente Doris Lo Moro (bersaniana doc, riportano le agenzie) ha deciso di non partecipare più al tavolo di discussione col governo sulla riforma del Senato. “Siamo su un binario morto”, ha dichiarato. Ma sul binario morto, e non da oggi, c’è Bersani con i suoi nominati. L’accanimento con cui il plurisconfitto ex segretario del Pd combatte contro il suo partito e contro il suo governo è infatti l’alleato più prezioso di Renzi, perché dimostra con limpida chiarezza la differenza che corre fra una battaglia politica dura e nobile e una miserabile resa dei conti.

L’Italia sta ripartendo: non lo dice il Minculpop di palazzo Chigi, lo dicono la Confcommercio, la Banca d’Italia, l’Abi, l’Istat. Cresce la produzione industriale, crescono i consumi, crescono i mutui e i prestiti bancari, crescono gli occupati a tempo indeterminato, cresce il Pil. Non sarà merito di Renzi, come provano a sostenere i suoi avversari sempre più in imbarazzo, ma certo non si può fargliene una colpa. La stabilità del quadro politico e di governo e l’ambizioso programma di riforme messo in campo – alcune già realizzate, altre in arrivo, altre ancora annunciate – disegnano un Paese che può farcela, e soprattutto che vuole farcela.

E che fanno Bersani e i suoi nominati? Quale brillante strategia mettono in campo? Se riuscissero a bloccare la riforma del Senato e a far cadere il governo, che cosa avrebbero ottenuto? E che cosa otterrebbero gli italiani dalla crisi o dalle elezioni anticipate?

La risposta a queste domande contiene la chiave autentica per interpretare il bersanismo e le sue ripetute, rovinose sconfitte. Nessuno tranne Bersani sarebbe stato capace di perdere le elezioni del 2013, di non riuscire ad eleggere il presidente della Repubblica, di consegnare a Renzi in pochi mesi la guida del partito e del governo. La migliore assicurazione sulla vita del premier e del governo è proprio lui, il triste quadro di provincia avvelenato dal rancore e votato all’insuccesso seriale.

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