Perché nel Pd non ci sarà nessuna scissione

La scissione del Pd non ci sarà, e il motivo non sta nella legge elettorale maggioritaria senza possibilità di coalizione, né tantomeno nella lealtà alla “Ditta” (figuriamoci!), e neppure nella speranza di riuscire prima o poi a cacciare Renzi e a riprendersi il partito. La scissione non ci sarà per via della tv.

E’ sufficiente osservare il destino di Pippo Civati e di Stefano Fassina per rendersene conto. Chi li ha più visti? Finché stavano nel Pd a rilasciare dichiarazioni, un giorno sì e l’altro pure, contro Renzi, il suo governo, il partito, le leggi proposte dalla maggioranza e chi più ne ha più ne metta, i salotti televisivi riservavano loro una poltrona fissa, i giornali li intervistavano con entusiasmo, il circo mediatico li considerava protagonisti di primo piano. Civati, per dire, ha campato per un anno annunciando l’imminenza della scissione. Poi, una volta andatosene, è calato il sipario.

Bersani e i suoi nominati hanno imparato la lezione e ne hanno fatto tesoro: sanno che la loro esistenza (mediatica, ché nel paese reale di costoro non c’è traccia) dipende esclusivamente dalla capacità quotidiana di infastidire il partito cui restano tenacemente abbarbicati, di boicottarne ogni iniziativa, di infischiarsene delle decisioni della maggioranza congressuale, di dileggiare il loro segretario e presidente del Consiglio.

I talk show e le pagine politiche dei quotidiani campano pressoché esclusivamente della “spaccatura” del Pd, perennemente “lacerato” e ogni giorno nell’imminenza della “resa dei conti”. Delle riforme, della ripresa economica, degli vita reale degli italiani non importa alcunché, né alla minoranza della minoranza né tantomeno al circo mediatico: il mondo comincia e finisce ogni giorno dando addosso a Renzi.

Bersani e i suoi nominati sanno bene di essere arrivati all’ultimo giro, e se lo vogliono godere alla grande: per restare in tv devono restare nel Pd. Il quale Pd, come ha osservato Renzi al comizio di chiusura della festa dell’Unità, svolge un’imprescindibile “funzione sociale”: non abbandona i cagnolini in autostrada, ma ne sopporta pazientemente il brontolìo rancoroso.

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