La legge Severino non esiste

Il Tribunale civile di Napoli ha accolto il ricorso di Vincenzo De Luca per la sospensione degli effetti della legge Severino, ratificando il provvedimento d’urgenza disposto il 2 luglio scorso. Il tribunale ha contestualmente trasmesso gli atti alla Consulta perché valuti la legittimità costituzionale della legge. La settimana scorsa il Tribunale civile di Firenze aveva accolto il ricorso d’urgenza di Massimo Mallegni, sindaco forzista di Pietrasanta, sospeso anche lui in base alla legge Severino. L’udienza di merito si terrà il 12 agosto. Lo scorso novembre il Consiglio di Stato aveva confermato la decisione del Tar della Campania di sospendere la sospensione di de Magistris scattata a fine settembre. E’ dunque evidente che la legge Severino non esiste – tranne che per Berlusconi, naturalmente.

La patria del diritto si dimostra ancora una volta la patria dell’arbitrio, del ricorso, dell’appello e del contrappello: ogni norma è anche il suo contrario, in un gioco di specchi che sgretola ogni certezza, ogni prospettiva, ogni decisione. Lo strapotere della magistratura esce ulteriormente rafforzato: carriere politiche, risultati elettorali, opere pubbliche, impianti industriali, aeroporti, relazioni personali, sistemi di voto, politiche economiche e sociali, leggi dello Stato – tutto è sottoposto al capriccio, all’umore, all’opinione e al desiderio di visibilità di un Pm o di un giudice, di un Tar o della Corte costituzionale.

Può darsi che la Severino sia una legge sbagliata – e certamente odora di incostituzionalità perché ignora la presunzione d’innocenza fino al terzo grado di giudizio –, e la stupidità populista con cui tutti i partiti l’hanno frettolosamente approvata non depone a favore della nostra classe dirigente. Ma è semplicemente intollerabile che in Italia nessuna legge, decisione o progetto abbia alcun valore senza il placet di un impiegato statale che ha vinto il concorso per diventare magistrato. Se non si trova rapidamente il modo di ripristinare lo stato di diritto, è davvero difficile che il Paese possa risollevarsi.

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